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A QUEBEC LE CAMERE DI COMMERCIO UNITE PER LA RIPRESA DEI NEGOZIATI SUL LIBERO SCAMBIO
Il 3° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, svoltosi dal 15 al 17 settembre scorso nella città canadese capitale dello Stato francofono del Québec e co-organizzato dalla ICC-WCF (divisione della ICC specializzata per le Camere di Commercio), ha costituito senza dubbio una straordinaria occasione per fare il punto sulle cause del fallimento di Cancún. Soprattutto, per sottolineare l'importanza di un'azione congiunta da parte di imprese piccole e grandi per raggiungere entro la fine del 2004 un accordo globale e multilaterale sul libero scambio, come previsto dagli accordi di Doha.
Nel descrivere l'esito della Conferenza messicana come “molto preoccupante”, Chrétien ha rivolto un appello a tutti i governi perché riconsiderino le loro posizioni ed intraprendano azioni per salvare i negoziati di Doha.
La relazione tra Camere di Commercio e i loro rispettivi governi è stata sottolineata dal Primo Ministro del Quebéc Jean Charest, mentre Adnan Kassar, già Presidente della ICC e della WCF, ha affermato che il meeting di Quebéc ha rappresentato la costante crescita in termini di influenza delle Camere aderenti alla WCF. Il Vice-presidente della ICC, Yong Sung Park, ha sottolineato il ruolo di ausilio del Congresso alle Camere di tutto il mondo per una loro migliore partecipazione all'economia globale.
Nel prosieguo dei lavori, un interessante confronto tra il Prof. Henry Mintzberg, docente di studi gestionali presso la McGill University, e l'ex-Presidente della ICC Richard McCormick, ha animato la platea con una discussione sul ruolo e l'influenza delle grandi imprese e di certe istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale nell'economia mondiale. Secondo Mintzberg, tale influenza sarebbe eccessiva sotto il profilo politico. McCormick, dal canto suo, ha ribattuto segnalando la confusione che spesso viene fatta tra “big-ness” (“grandezza” in senso assoluto, propria anche di certo Stato o di certe istituzioni) e “business”, termine che comprende anche piccole imprese spesso in difficoltà proprio a causa della preoccupante “big-ness” delle istituzioni.
In chiusura dei lavori, il Presidente della ICC Jean-René Fourtou ha assicurato il totale sostegno del mondo delle imprese e della ICC al rinvigorimento dei colloqui sul commercio attualmente in fase di stallo, sostenendo risolutamente che gli sforzi per raggiungere un accordo tra paesi entro i termini stabiliti nel round di Doha devono essere rinnovati con determinazione (su questo aspetto si è in seguito a lungo intrattenuto il Consiglio Mondiale ICC, che ha concordato di svolgere un deciso intervento sui singoli governi tramite i Comitati nazionali ICC). “È indispensabile che le imprese creino autonomamente regole e agiscano eticamente per promuovere il commercio, motore della crescita globale e dello sviluppo di tutti”.
La terza edizione del Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, dopo quelle di Marsiglia (1999) e Seul (2001), si è caratterizzata anche per una significativa partecipazione di rappresentanti di Camere di Commercio di paesi in via di sviluppo come Etiopia, Madagascar, Vietnam, Afghanistan, Bangladesh, Colombia, Indonesia, Sri Lanka, Congo, Haiti, Costa d'Avorio, Paraguay e Senegal, la cui presenza è stata resa possibile dall'attività di finanziamento della CIDA (Canadian International Development Agency) e del CIPE (Centre for International Private Enterprise, con sede negli Stati Uniti), che hanno coperto i rispettivi costi di viaggio e congressuali. Nelle parole del rappresentante della Camera di Commercio di Antananarivo (Madagascar), infatti “si possono contattare colleghi per posta, fax o email, ma nessun mezzo può sostituire un contatto personale”.
Il prossimo grande appuntamento ICC sarà il Congresso Mondiale, che si terrà il 6-9 giugno 2004 a Marrakesh, Marocco, occasione in cui verrà confermato l'impegno della comunità imprenditoriale internazionale per un sistema commerciale multilaterale fondato su regole aperte e in cui verrà rilanciata l'azione delle imprese per un positivo esito del round di Doha.
Per l'Italia hanno partecipato il Consigliere di ICC Italia Dr. Rolando Foresi, il Presidente della Camera di Commercio di Bolzano/Bozen, Dr. Benedikt Gramm, la Dr.ssa Barbara Moroder, responsabile progetti-ufficio studi della stessa CCIAA e il Segretario generale di ICC Italia Dr. Amerigo R. Gori.
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