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Entrato in vigore il Protocollo di Kyoto

Il protocollo di Kyoto, l'accordo negoziato nel 1997 per ridurre l'emissione di gas a effetto serra, è entrato in vigore il 16 febbraio 2005. Sono 140 i Paesi che hanno finora ratificato l'accordo, che prevede la riduzione dell'emissione di anidride carbonica e gli altri sei gas capaci di provocare un aumento della temperatura dell'atmosfera.
Gli Stati Uniti, il più grande produttore di tali gas, ha rifiutato di ratificare l'accordo perché danneggerebbe la sua economia e lascerebbe Cina e India senza alcuna restrizione alle loro emissioni.
“Il cambiamento climatico è un problema globale“ – sostiene il Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan – ”Per questo richiede una risposta concertata globale. Mi appello alla comunità internazionale perché sia unita, aderisca al Protocollo di Kyoto e agisca velocemente per quanto riguarda i prossimi passi. Non c'è tempo da perdere”.
A livello italiano sono state individuate le misure più efficaci nei diversi settori. Queste misure consentiranno di coprire circa il 50% dello sforzo di riduzione delle emissioni.
Nel settore dei trasporti, i migliori risultati sono attesi dall'ammodernamento del parco veicolare, con l'eliminazione nel periodo 2005-2009 delle auto circolanti immatricolate prima del 1996 che hanno emissioni superiori a 160 gr.CO2/km; dalla promozione dell'uso dei biocarburanti; dalle misure ulteriori per l'efficienza del traffico urbano.
Nel settore energetico i migliori risultati sono attesi dalla diffusione della piccola cogenerazione distribuita di elettricità e calore; dalla espansione della capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili; dall'incremento dell'efficienza dei motori industriali; dal prolungamento dell'efficacia dei decreti già in atto sull'efficienza negli usi finali civili dell'energia.
Nel settore dei rifiuti saranno potenziate la produzione di energia dai rifiuti e l'eliminazione del metano dalle discariche.
Nel settore dell'industria chimica saranno completamente eliminate le emissioni di protossido di azoto.
Nel settore forestale, l'aumento e la migliore gestione delle aree forestali e boschive consentirà un incremento della capacità di assorbimento del carbonio atmosferico.
Nell'ambito delle misure nazionali si colloca l'attuazione in Italia della direttiva Emissions Trading, al fine di indirizzare l'industria italiana verso una maggiore efficienza senza penalizzare la competitività.
A livello internazionale, l’Italia è impegnata a promuovere progetti di cooperazione tecnologica nell'ambito del “Clean Development Mechanism” del Protocollo di Kyoto nei settori delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica, della forestazione, in Cina, India, Brasile, Argentina, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele, Serbia, Romania.
Allo scopo di sostenere i progetti ed acquisire i crediti di emissione e di carbonio, è stato istituito uno speciale “Italian Carbon Fund” presso la Banca Mondiale.
Come è noto, la ICC partecipa attivamente alle iniziative in favore dello sviluppo sostenibile. A tale proposito, si ricorda che il 17 gennaio a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, ICC Italia ha preso parte ad una riunione dello Steering Committee della Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (CMSS), che agisce nell’ambito del PAM – Piano di Azione per il Mediterraneo. All’attività della CMSS partecipano i Comitati nazionali ICC dei Paesi del Mediterraneo (ICC Med).

 





















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