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TRASPORTI MARITTIMI E INQUINAMENTO ATMOSFERICO


L'inquinamento atmosferico risultante dalle emissioni delle grandi navi oceaniche rappresenta una delle tematiche più significative per il settore marittimo e portuale a livello sia nazionale per le ripercussioni immediate sulle zone costiere, caratterizzate da un intenso traffico navale, sia internazionale per l'urgenza di una soluzione efficace valida per tutti gli Stati interessati.
Nel 1997 l’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha concluso un importante accordo internazionale, l’Annesso VI alla Convenzione Internazionale sulla Prevenzione dell’Inquinamento delle Navi. Entrato in vigore nel 2005 con la ratifica di 47 Paesi - tra cui l’Italia - tale accordo disciplina le emissioni atmosferiche causate dai grandi motori marittimi e impone per essi degli standard relativamente ai combustibili.
Scopo della Convenzione è quello di stabilire una regolamentazione a livello internazionale flessibile al punto da adattarsi, negli anni, alle innovazioni tecnologiche. Già prima dell’entrata in vigore dell’Annesso VI, infatti, era evidente che, grazie agli sviluppi tecnologici, era possibile ridurre le emissioni ben al di sotto degli standard stabiliti nel 1997. Nello stesso anno dell’entrata in vigore, è stata avviata pertanto la fase di revisione dell’Accordo stesso per rendere i limiti di emissione più stringenti in considerazione delle opzioni tecnologiche disponibili.
Nel corso di questo processo di revisione, tuttavia, alcuni Stati ed organismi regionali hanno intrapreso iniziative unilaterali che determinano una frammentazione della regolamentazione a livello nazionale o regionale delle emissioni navali con un conseguente aggravio di problematiche operative, nonché di costi superflui per tutti i segmenti dell’industria marittima.
La ICC, a seguito di queste iniziative, si appella all’Imo perché porti a compimento il processo di revisione entro il corrente anno, adottando nuovi standard di emissione che risultino efficaci dal punto di vista ambientale e condivisibili da un maggior numero possibile di Stati aderenti all’Imo. Allo stesso tempo, la ICC auspica l’astensione di tutti gli Stati membri da ogni iniziativa nazionale o regionale fino all’adozione di un regime internazionale omogeneo predisposto
dall’Imo.
Il documento è stato sottoposto da ICC Italia all’attenzione dei Ministeri competenti (Ministero dei trasporti, Ministero dell’ambiente e Ministero del commercio internazionale).

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