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Sondaggio ICC/Ifo

PREVISTO LIEVE RALLENTAMENTO DELL’ECONOMIA MONDIALE


Dopo due anni consecutivi di vigorosa crescita economica, le prospettive per l'economia globale appaiono indebolite per il terzo trimestre del 2006, secondo quanto riporta il più recente sondaggio sull’economia mondiale effettuato da CESIfo e dalla ICC. Il rapporto trimestrale ha sondato le opinioni di 1005 esperti tra economisti d’azienda e accademici di 90 paesi con una previsione per i prossimi sei mesi. L'indice Ifo è sceso da 111.0 (trimestre precedente) a 105.6, mentre le prospettive per il prossimo semestre sono calate da 108.8 a 96.5. Ciò nondimeno, le valutazioni dell’attuale situazione economica denotano un costante miglioramento, registrando un indice di 115.1 per il terzo trimestre rispetto a 113.2 del secondo trimestre. “Se la tendenza dell’economia continua ad essere vista in chiave favorevole, le aspettative stanno cominciando a declinare a causa del forte aumento del prezzo del petrolio” ha detto Gebhard Flaig, membro dell’executive board dell’Istituto per la ricerca economica Ifo. “Gli ultimi risultati indicano che l'economia mondiale sta avvicinandosi ad una fase di raffreddamento del ciclo di sviluppo”, ha aggiunto. Il calo più evidente nelle aspettative è stato registrato nel Nord America, in cui l'indice dello stato dell’economia mondiale è sceso a 98.0 da 114.8. L'indagine ha mostrato che lo sviluppo degli Stati Uniti procederebbe con un andamento più lento ma allo stesso tempo più sostenibile, accompagnato da un aumento dell’inflazione. Le prospettive per l’economia asiatica risultano peggiorate. In Europa, gli esperti interpellati hanno mantenuto prospettive ottimistiche circa l’andamento dell’economia. “In quasi tutti i paesi della zona-euro è possibile osservare lo stesso modello di previsione: a fronte di un miglioramento delle valutazioni della situazione economica si registra un peggioramento delle aspettative”, si legge nel rapporto. Soltanto il Regno Unito si pone in controtendenza. A prezzi elevati di energia e materie prime corrisponde una previsione di aumento dell’inflazione a 3.5% da 3.1% rispetto allo scorso trimestre. Il dollaro USA è ritenuto correttamente valutato, mentre euro e sterlina britannica sono considerati sopravvalutati. Per il terzo trimestre di seguito, lo yen giapponese è ritenuto sottovalutato. Si prevede a livello mondiale un aumento dei tassi di interesse a breve termine, tranne che in Russia, Indonesia, Brasile. Nella maggior parte dei paesi ci si attende una attenuazione dell’aumento dei tassi a lungo termine.

 

 
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