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Successo del Convegno sul turismo italiano organizzata da CNEL e ICC Italia
Il Convegno “Turismo italiano e internazionaliz-zazione”, la giornata di studio sul turismo in Italia promossa dal CNEL e ICC Italia in collaborazione con Confturismo e Federturismo, ha registrato un ottimo successo di pubblico, testimoniata dagli oltre centocinquanta tra operatori ed esperti del settore e giornalisti
convenuti a Villa Lubin, sede del Cnel, giovedì 15 febbraio.
Moderato da Roberto Napoletano, direttore de ”Il Messaggero”, il convegno è stato aperto dal presidente del CNEL Antonio Marzano, che ha sottolineato l’importanza di una
nuova governance per il settore, la necessità della promozione della “marca Italia”, la presenza di una rete di eccellenze culturali (38 siti Unesco), l’urgenza dello
sviluppo della logistica e della formazione manageriale e professionale nonché la peculiarità – tutta italiana – della molteplicità dei turismi che si svolgono sul nostro
territorio (culturale, di business, religioso, termale, sportivo, crocieristico, “di fantasia”).
Marzano ha concluso con un appello a non parcellizzare il turismo ma a fornire un pacchetto unitario pur nella presenza di tante forme che lo compongono.
L’investimento nei trasporti è uno degli obiettivi indicati da Bernabò Bocca, Vice Presidente Vicario di Confcommercio e Presidente di Confturismo. “Non si può tornare
al monopolio di Alitalia – ha detto Bocca – e ben vengano le low cost, ma ci vuole una politica dei trasporti molto seria.
Anche la promozione è importante, e l’Enit ci darà un grosso aiuto per renderla unitaria, grazie allo stanziamento aggiuntivo del governo.
Con 50 milioni, se spesi bene, abbiamo i mezzi per fare una promozione seria.
Rimane ancora aperto il problema dell'Iva negli alberghi, che ci penalizza.
Siamo favorevoli, comunque, a investimenti esteri negli alberghi in Italia, perché ci offrono maggiori opportunità di entrare nei circuiti internazionali”.
Bocca ha voluto ricordare due aspetti penalizzanti: la lentezza dei tempi di viaggio a fronte della riduzione dei tempi di soggiorno e il “blocco” dei congressi medici,
che hanno sempre fornito un impulso notevole al turismo congressuale in Italia.
Per Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo e Confindustria, è importante che il PIL relativo al turismo cresca tout court, anche se non necessariamente in
comparazione a quelli di Francia e Spagna, Paesi direttamente concorrenti con l’Italia nel comparto turistico.
“Governance è il tema centrale”, ha detto Jannotti Pecci, “e in quei Paesi il federalismo è molto avanzato. Ma anche l’Italia è sulla strada buona.
L’Italia è al primo posto nei desideri di viaggio e dobbiamo fare in modo da renderli realizzabili”. Per questo è necessaria una internazionalizzazione all’inverso: favorire l’entrata nel nostro paese di gruppi stranieri; condizione – questa –
che consentirà alle nostre imprese di potersi internazionalizzare a loro volta.
Per Sir Rocco Forte, al vertice di un grande gruppo hotellier mondiale “l’Italia resta ancora una selva oscura”e poco appetibile per l’investitore straniero, viste le infrastrutture carenti, la burocrazia sonnolenta, le leggi obsolete, i costi del lavoro
elevatissimi, lo scarso ordine pubblico e una malasanità che non contribuisce a dare una bella immagine del nostro Paese. Allora perché investire in Italia? Per ragioni
“affettive”, vista l’origine italiana dell’imprenditore britannico, e perché in alcune zone d’Italia (v. Sicilia) esistono incentivi alle imprese.
Marguerite Sequaris, segretario generale dell’Hotrec (confederazione delle associazioni nazionali di hotel, ristoranti, caffè e simili, con sede a Bruxelles) ha illustrato
il lavoro e i compiti svolti dalla sua organizzazione e Harry C. Mills Sciò (Marriott International Development - Italy) ha fornito un’interessante panoramica della sua
esperienza personale all’interno di uno dei massimi gruppi internazionali del settore.
Per Raimon Martínez Fraile, delegato del governo della Catalogna presso il governo centrale spagnolo e già segretario generale del Turismo del governo spagnolo,
indispensabile è la collaborazione tra pubblico e privato in tutte le sue forme.
In Spagna si è registrato uno sviluppo totale in questo senso: il settore pubblico offre servizi generali così che il settore privato realizzi il profitto.
“Occuparsi del presente e preoccuparsi del futuro”: questo per Martínez Fraile il segreto del successo del modello spagnolo. E ancora “il rapporto qualità/prezzo è indispensabile per il turismo. In Spagna esistono meravigliosi alberghi ad una stella,
elemento che manca in Italia”. Una frase, questa, che invita gli operatori a riflettere.
Per sviluppare e rendere più competitivo il comparto turistico italiano occorre “migliorare l’offerta” e puntare alla “destagionalizzazione turistica”. Così il Vice
Presidente del Consiglio con delega al turismo, On. Francesco Rutelli, ha parlato del turismo come del “primo comparto economico del XXI secolo”.
“Vogliamo distribuire meglio le vacanze estive – ha spiegato Rutelli sulla destagionalizzazione turistica – accorciare le vacanze estive, senza perdere un giorno di ferie, per far ripartire
l'industria turistica italiana”. Secondo il vicepremier “il principale problema è migliorare l'offerta”: “la certificazione della qualità e l’omogeneità dell’offerta
sono una cosa fondamentale.
Il settore si deve attrezzare”. Rutelli ha anche affrontato la spinosa questione della gara per l’acquisto di Alitalia: l’obiettivo del
Governo è che “Alitalia resti italiana. Chiunque vinca questa gara, deve essere chiaro che non si prepari ad affiliare la compagnia a un altro vettore internazionale
che la trasformi in un vettore regionale”. “Abbiamo enormi potenzialità nel trasporto aereo. Abbiamo bisogno di un’Alitalia che funzioni e che ci sia un piano
industriale credibile”. “Abbiamo interesse che rimanga in Italia per servire i cittadini, le imprese e il turismo”.
Le conclusioni sono state affidate a Giancarlo Cerutti, presidente di ICC Italia: “Il messaggio che nasce è che abbiamo un formidabile brand nazionale che non va
ripartito in venti regioni, pur nelle rispettive diversità”. “La reputazione del paese è fondamentale per il turismo residenziale”, per cui occorre migliorare
infrastrutture, sanità e tutto ciò che contribuisce all’aumento del tenore di vita, soprattutto dal punto di vista sociale.
A questo proposito sarebbe necessario un più efficiente raccordo con il Ministero delle Attività Produttive perché il turismo rappresenta il 12% del PIL nazionale: “occorre aiutare il sindacato a capire che
oggi – in un mercato evolutosi nel segno di una crescente globalizzazione – occorrono risposte differenti a domande altrettanto differenti”, ha concluso Cerutti.
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