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Direttiva Ue su brevettabilità del software - intervento di ICC Italia
Con un’azione diretta ai Ministeri degli Affari Esteri, delle Attività produttive e al Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, ICC Italia ha rinnovato
il sostegno della intera ICC affinché l’Unione Europea giunga all'adozione di una direttiva equilibrata in materia di brevettabilità del software e di invenzioni
computer-implemented, in modo tale che essa possa essere un utile punto di compromesso tra i diversi interessi coinvolti.
Nel documento “Issues Paper – the draft EU directive on the patentability of computer-implemented inventions” (n. 450/992), presentato al Governo italiano, la ICC
ritiene che l'accordo raggiunto dal Consiglio dei Ministri dell'Industria nel maggio del 2004 costituisca una soluzione adeguata a livello europeo nonché rispettosa della
prassi dell'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) relativamente alla c.d. brevettabilità del software.
Il testo del maggio scorso recepisce, tra l'altro, alcuni degli emendamenti apportati dal Parlamento Europeo in prima lettura, ma non accoglie altri emendamenti del
Parlamento ritenuti troppo riduttivi delle categorie brevettabili.
La ICC è dell'opinione che per raggiungere l'obiettivo, proprio della strategia di Lisbona, “di fare dell'Unione Europea, entro il 2010, l'economia fondata sulla
conoscenza più competitiva e dinamica al mondo” sia di fondamentale importanza mantenere ed incrementare un clima favorevole agli investimenti. In tal senso il brevetto
consente un grado di protezione maggiore rispetto a quella accordata dal diritto di autore.
Il progetto di direttiva, infatti, riguarda invenzioni relative a molti prodotti dell'industria europea quali i telefoni cellulari, i circuiti integrati, i sistemi di
frenaggio ABS, i motori ad iniezione ed avrà un impatto rilevante su molte imprese presenti nel nostro continente.
Al contrario, qualora venissero accolti dal Consiglio quegli emendamenti del Parlamento Europeo che tendono a restringere la brevettabilità delle computer implemented
inventions, come anche il campo di applicazione della direttiva, nonché le azioni di rivendica del brevetto, la emananda direttiva non verrebbe più a costituire un utile
contributo alla strategia di Lisbona, ma rischierebbe di costituire un freno allo sviluppo di un vasto numero di settori economici.
La ICC, quindi, raccomanda agli Stati membri dell'Unione Europea ed al Parlamento Europeo di non accogliere gli emendamenti parlamentari avanzati in prima lettura, ma
di far proprio il testo del consiglio dei Ministri dell'Industria del maggio 2004.
Nel frattempo, al Parlamento di Strasburgo, lo scontro sulla brevettabilità del software si fa sempre più aspro.
Aumentano di settimana in settimana le richieste di europarlamentari di arrestare il processo di approvazione (la direttiva è attualmente in attesa di una votazione
del Consiglio europeo) e di ripartire ex novo con l’intero processo legislativo.
Al momento, la Commissione non ha rilasciato commenti sulla nuova mozione, né ha dichiarato quando il Consiglio voterà la proposta di direttiva.
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