| L'Organizzazione mondiale delle imprese | ||||||
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AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE |
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Un tema di dimensione globale che da oltre 20 anni coinvolge Governi, imprese e popolazioni che hanno preso coscienza della sovranazionalità di un problema che nel lungo periodo può avere ripercussioni sulla vita dell'uomo.Nel 1979 è indetta la prima Conferenza mondiale sul clima, ma solo nel 1992 durante la Conferenza Mondiale sull'Ambiente di Rio de Janeiro, viene firmata la "Convenzione sui Cambiamenti Climatici", entrata in vigore nel 1994 e ratificato ormai da circa 190 Stati. La Convenzione sul Clima nasce dalla consapevolezza che i cambiamenti di clima del pianeta ed i suoi effetti negativi, provocati dalle attività umane che hanno notevolmente aumentato le concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra, costituiscono un pericolo concreto per l'umanità, dal quale non si può prescindere ulteriormente. La Convenzione si pone come obiettivo la stabilizzazione della concentrazione di gas serra nell'atmosfera a un livello tale da scongiurare pericolose interferenze delle emissioni sul sistema climatico, nell'arco di un periodo sufficiente a permettere agli ecosistemi di adattarsi naturalmente a cambiamenti di clima, in modo da garantire uno sviluppo economico e produttivo sostenibile. La stabilità climatica globale è infatti minacciata dall'aumento della concentrazione di alcuni gas, detti appunto gas-serra, presenti nell'atmosfera a causa delle emissioni legate alle attività umane. Le emissioni derivanti dalle attività antropiche alterano l'equilibrio energetico della terra, da cui deriva un aumento anomalo della temperatura atmosferica. L'aumento della temperatura atmosferica media è a sua volta la causa principale dei cambiamenti climatici. Questi riguardano l'aumento, in intensità e frequenza, dei fenomeni estremi (uragani, temporali, inondazioni, siccità ecc.), l'aumento del livello dei mari, la desertificazione, l'innalzamento della temperatura, la perdita di biodiversità. Nel 1995, si svolge a Berlino la prima Conferenza delle Parti (COP-1), che diventa l'Autorità per la Convenzione e che si riunirà ogni anno in seduta plenaria nelle successive COP. Tra le più significative, citiamo la COP-3 nel 1997 che si conclude con l'approvazione del Protocollo di Kyoto, che impone a livello internazionale ai Paesi industrializzati la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel periodo 2008-2012 mediamente del 5,2% rispetto ai livelli raggiunti nel 1990. Dal 1 al 12 dicembre 2003, a Milano si è svolta la COP9, la nona Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, conclusasi con l'adozione di numerosi decisioni che contribuiranno a rafforzare il quadro istituzionale della Convenzione e del Protocollo di Kyoto. La presenza della Camera di Commercio Internazionale alla COP 9 è stata rilevante: oltre alla partecipazione di numerosi delegati di vari Comitati Nazionali, ICC Italia ha assicurato la partecipazione di rappresentanti di imprese italiane a tavole rotonde e eventi collaterali e si è fatta promotrice, insieme a FAID - Federdistribuzione, di una iniziativa in materia di produzione ed utilizzo dell'energia elettrica con caratteristiche innovative di eco-compatibilità attraverso l'installazione di co-generatori di energia e calore alimentati a metano anziché con olio combustibile o carbone nei punti di grande distribuzione commerciale con l'obiettivo di pervenire ad una considerevole riduzione di emissioni di CO2 a danno dell'atmosfera.La COP10 si è svolta a Buenos Aires, Argentina dal 6 al 14 dicembre 2004. La COP 10 è stata caratterizzata dal 10° anniversario dell' entrata in vigore della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, tema di discussione principale, in aggiunta a tematiche collaterali quali l'impatto del cambiamento climatico, le misure e politiche di adattamento e attuazione degli Stati Parti, le tecnologie studiate per la riduzione delle emissioni. La COP 11, svoltasi a Montreal, Canada, svoltasi dal 28 novembre al 9 dicembre 2005, ha rappresentato un evento storico, festeggiando l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto a seguito della sottoscrizione da parte della Russia. Con un numero impressionante di partecipanti, oltre 10.000, la UNCCC rappresenta l'evento intergovernamentale più importante in tema di clima. Numerose decisioni sono state prese, dando così un forte impulso per rafforzare gli sforzi internazionali a favore della lotta contro il cambiamento climatico. La ratifica del Protocollo da parte della Russia il 12 novembre 2004 consente il superamento della soglia necessaria per renderlo operativo, avendo raggiunto il 61,6% delle emissioni totali di anidride carbonica dei Paesi industrializzati. Con l'entrata in vigore del protocollo 90 giorni dopo questa ratifica, quindi il 16 febbraio 2005, tutti gli Stati firmatari (ad oggi 128) sono obbligati a rispettare gli impegni presi entro i termini previsti. Per l'Italia - che ha ratificato il Protocollo il 31 maggio 2002 (legge 1 giugno 2002 n.120) - si tratta di ridurre le emissioni di gas serra del 6,5% rispetto al 1990 entro il 2012. Gli Stati Uniti, che da soli producono il 36,1% delle emissioni, non hanno mai ratificato il Protocollo di Kyoto.
Dall'ambiente alla responsabilità sociale delle imprese Quanto all' impegno per la responsabilità sociale delle imprese, l'intento della ICC è quello di richiamare l'attenzione delle imprese sull'importanza della responsabilità sociale quale strategia per rispondere adeguatamente alle aspettative di una società e di un mercato sempre più esigenti da un punto di vista economico, sociale ed ambientale. Nel 2002 la ICC ha predisposto un documento dal titolo “Business in Society: making a positive and responsible contribution”, una guida pratica per le imprese che illustra come porsi nei confronti del tema della “corporate responsibility” e di un impegno volontario di agire in maniera responsabile nell'esercizio della propria attività, all'insegna dell'autoregolamentazione e non come obbligo cogente. Il Global Compact, lanciato nel 1998 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan e dall'allora Presidente ICC Adnan Kassar, rappresenta un importante passo in avanti sul percorso di una maggiore consapevolezza del concetto di partnership tra imprese, istituzioni, cittadini, lavoratori per la tutela dei diritti umani e per la promozione di un nuovo concetto di responsabilità sociale e ambientale dell'impresa.
I Principi del Global Compact rappresentano un innovativo e ambizioso esperimento di cooperazione per colmare la distanza tra ambito legislativo imposto dai governi e ambito volontario dei codici di condotta del mondo imprenditoriale, basato sull'accettazione di principi a sostegno dei diritti umani, standard lavorativi e protezione dell'ambiente riconosciuti internazionalmente. In particolare, i principi relativi all'ambiente mirano ad affermare il principio “precauzionale” in tutte le attività umane, promuovendo una maggiore responsabilità ambientale e incoraggiando lo sviluppo e la diffusione di tecnologie eco compatibili. Da un punto di vista imprenditoriale, l'approccio precauzionale implica la valutazione preventiva dei rischi, anche incerti, connessi all'attività industriale e del loro impatto sull'ambiente, essendo convinzione diffusa che qualsiasi azione preventiva sia preferibile per ridurre costi di adattamento o svantaggi nei confronti dei concorrenti, anche in anticipo delle norme, in un' ottica di competitività a lungo termine dell' impresa. La ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie acquista sempre maggiore importanza: tecnologie che proteggano l'ambiente, contribuiscano al risparmio energetico, sfruttino in maniera sostenibile le materie prime, gestiscano al meglio i rifiuti. Il settore privato può contribuire in maniera sostanziale nella realizzazione di questa visione globale e sostenibile dell'economia. La ICC è stata tra le prime associazioni imprenditoriali ad aderire al patto e annovera tra i suoi soci molte imprese che hanno concretamente risposto alla “sfida” dell'ONU. La presentazione italiana del Global Compact si è svolta a Roma nel febbraio 2002 organizzata dall'associazione per la tutela dei consumatori e dei diritti dei cittadini “Cittadinanzattiva”, in collaborazione con l'Ufficio italiano delle Nazioni Unite, ABB Italia, Fiat, ENI, Telecom Italia e numerose banche. Nel maggio 2004, alla presenza del Ministro per gli Affari Esteri Franco Frattini, è stato ufficialmente lanciato il Global Compact Italia con un progetto ”Sviluppo Sostenibile attraverso il Global Compact” che si rivolge non solo alle grandi multinazionali ma anche e soprattutto alle piccole e medie imprese italiane, comprese le microimprese, in particolare quelle che operano o intendono operare nei paesi in via di sviluppo. L'ufficio italiano dell'ILO è stato individuato come agenzia esecutiva del progetto in quanto, oltre ad essere una delle cinque agenzie specializzate di riferimento del Global Compact, è l'unica agenzia delle Nazioni Unite ad avere una configurazione tripartita in cui lavoratori, imprenditori e governi sono rappresentati in modo paritario e con pari dignità in tutti i suoi organismi esecutivi. Ad oggi, le imprese che aderiscono al Global Compact in Italia sono 143, tra cui Enel, Eni, Pirelli, Telecom, Tim e numerose banche. Nel giugno 2004, nel 4° anniversario dell' istituzione del Global Compact, una delegazione di Capi d' impresa provenienti da ogni parte del mondo e aderenti al patto, con il coordinamento della Camera di Commercio Internazionale, ha incontrato a New York il Segretario Generale Kofi Annan per fare il punto sui risultati finora raggiunti. In quell'occasione è stata approvata l'aggiunta del decimo principio relativo alla lotta alla corruzione. La ICC, a conferma del suo forte impegno a favore dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese ha collaborato con organizzazioni internazionali per la promozione e la sensibilizzazione del mondo economico nei riguardi di queste tematiche. Ne sono esempio i Premi ICC-UNEP e ICC-UNDP istituiti rispettivamente con l'UNEP – il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente– e l'UNDP – il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, destinati alle imprese che si siano particolarmente distinte nella realizzazione di progetti relativi a queste tematiche. Premio ICC/UNEP In collaborazione con il Programma sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), invece, l'istituzione del Premio Millenium Development Goals a sostegno degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, sanciti nel settembre 2000 dai leader mondiali durante il Millennium Summit promosso dalle Nazioni Unite. Imprese di diversi settori si sono candidate presentando iniziative, ciascuna nell'ambito della propria attività, conformi con i principi economici, sociali e ambientali dello sviluppo sostenibile, che perseguano alcuni degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio quali il perseguimento della sostenibilità ambientale e sociale, la lotta alla povertà e alla fame nel mondo, lo sviluppo di una educazione elementare universale, la riduzione della mortalità infantile. Anche in quest'occasione ICC Italia ha segnalato alcune imprese italiane per l'assegnazione del Premio, i cui vincitori sono stati proclamati in occasione del Congresso Mondiale della ICC, svoltosi nel giugno 2004 a Marrakesh. Tra le imprese che hanno ottenuto un riconoscimento anche una italiana, Federcasse – Federazione italiana delle banche di credito cooperativo per un progetto di sviluppo della microfinanza in Ecuador. Link di interesse
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